a noi donne….

lunedì 8 marzo 2010 - di Lucilla Agosti


 

…e a chi ci ama.

 per non dimenticare le lotte che abbiamo fatto, il dolore che abbiamo provato e continuiamo a provare,

 per la nostra forza,

 per non smettere mai di lottare.

 

 

“Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.

Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore”.

                                       Alda Merini



“Get It While You Can”

sabato 27 febbraio 2010 - di Lucilla Agosti


” …

  Ti racconto una storia buffa. Oggi il mio capo mi ha chiesto un consiglio riguardo al figlio, che vuole, in quest’ordine, entrare ad Harvard e una coperta elettrica”.

  Lei ride. “E che tipo di consiglio gli serviva?”

 ”A quanto pare, voleva sapere se c’erano dei poeti che consigliavano ai ragazzi di non preoccuparsi tanto di entrare ad Harvard”.

 ”E tu l’hai saputo aiutare?” Sta tornando con il bicchiere. Il whisky è giallo. Il maglione che indossa è nero, la gonna grigia, gli stivali neri, i capelli biondo-castani. E’ Laura.

  “Sicuramente sì”, dice, “a giudicare da quel sorrisetto”.

  “In effetti sì. Gli ho raccomandato ‘Get It While You Can’, dell’indimenticata straordinaria Janis Joplin”.

  Laura annuisce. “Bella scelta. Di sicuro gli farà cambiare completamente idea. L’unica cosa che vorrà sarà la coperta elettrica”.

                                                                           da “Gelide scene d’inverno”, di Ann Beattie

            Libro che ho finito di leggere ora e vi consiglio.

 E per cercare di non incastrarvi in cose di cui non vi sentite all’altezza, in fondo,

 ascoltatela, l’indimenticata straordinaria Janis:

 http://www.youtube.com/watch?v=ju9yFA1S7K8&translated=1



…e l’anno prossimo a San Remo, chi vince l’Isola!

lunedì 22 febbraio 2010 - di Lucilla Agosti


Faccio outing: non ho seguito le ultime due serate del Festival di San Remo, quindi non sapevo chi fosse il vincitore di quest anno. Quando si parla solo di una cosa, che sia un film, un libro, un persona o un programma, preferisco sempre tagliare i fili  e riannodarli dopo qualche tempo.

 Quindi il vincitore l’ho scoperto ieri sera, spinta da uno strano senso del dovere, di colpa nel continuare ad ignorare e pure un po’ di curiosità.

 Sono rimasta di sasso, non che San Remo abbia mai rivoluzionato la canzone italiana, sia ben chiaro, ma l’abbinata Scanu- il Trio Patriottico- Mengoni proprio non me l’aspettavo.

 L’inno ai talent, alla televisione che ci imbottisce la testa e le orecchie, al buonismo.

 Ma allora è proprio vero che a noi italiani, in questo momento storico, piace credere che “ognuno ce la può fare”.  Ci piace la storia dei ragazzi che arrivano dal nulla, inseguono i loro sogni, fanno breccia nel cuore del pubblico che si immedesima e attraverso loro sogna, sogna rivincite, cambi di vita, soldi, successo…

 Per carità, nulla di male in tutto questo, sperare, sognare, credere di potercela fare è quello he ognuno di noi dovrebbe fare ogni giorno della propria vita, il fatto è che mi puzza tanto di intossicazione mediatica: Scanu e Mengoni sono stati sulle pagine di giornali di ogni tipo per diversi mesi, il pubblico li conosce, sa tutto di loro, è crescuto con loro. E’ ovvio che su quel palco li abbia voluti premiare. E’ come se quest anno, sul palco dell’Ariston, ci fosse salito il pubblico stesso, portandosi a casa primo, secondo e terzo posto. Perchè anche il caso del ” Trio Patriottico ” sa tanto di salvezza: eliminati la prima sera, poi ripescati dal pubblico che li ha graziati,  loro, così diversi l’uno dall’altro ma così uniti nel tessere le lodi di un’italia che ha solo bisogno di essere lodata.

Per la musica di qulità  e le belle canzoni – non che ce ne fossero molte – non c ‘era posto.

Ecco la mia top 3: Malika- Cristicchi- Irene Grandi.



Caro Morgan, San Remo lo puoi venire a vedere a casa mia.

venerdì 12 febbraio 2010 - di Lucilla Agosti


Ho lascaito passare il gran casino iniziale, ma ora voglio dire la mia sulle dichiarazioni di Marco-Morgan- Castoldi.

Perchè ha scandalizzato così tanto? è vero sicuramente che ammettere che la cocaina faccia bene è un’affermazione un po’ fortina.

 Allora, mettiamo da parte per un momento che non sia vero, anzi, che sia proprio una boiata.

Il fatto, per me, è che lo abbia detto un personaggio pubblico, perchè se te lo dice uno al bar, a parte pensare che sia un gran coglione, la faccenda finisce lì.

 E fin qui siamo tutti ( più o meno) d’accordo.

 Allora andiamo oltre,  io mi chiedo: cosa indigna così tanto?  Quante persone nel mondo dello spettacolo- e non solo- fanno esattamente la stessa cosa ma in silenzio e di nascosto? E allora va bene, vero? Tutti lo sanno, tutti ne parlano, tutti ne s-parlano però non c’è stata ammissione….siamo salvi!

 Morgan ha ammesso un suo modus vivendi, che sia condivisibile o meno questo sta a ciascuno di noi deciderlo, a seconda delle sue scelte, di quello che è, dei suoi gusti, delle sue debolezze.

 Ma questo urlare allo scandalo lo trovo di un  opportunismo pazzesco!

Via da San Remo, non te lo meriti!

 Va bene, che venga “punito”, del resto la nostra stessa religione vuole la Crocefissione, no? Ma allora perchè gli  inviti in tutte le altre trasmissioni, televisive e non?

 Dov’ è finita la Coerenza?

Siamo in una società con la coerenza che va ad intermittenza: oggi c’è perchè ci conviene, domani no e chissenefrega.

Che schifo.  

Caro Marco, se vuoi San Remo lo puo i venire a vedere a casa mia.



tokyo – Roma. Solo andata

giovedì 4 febbraio 2010 - di Lucilla Agosti


 

 Qualche scombussolamento- strano!- nella mia vita.

 Qualche ritmo dilatato di troppo.

 Ma eccomi qui. Batto un colpo, due.

Ci site? Io sì.

 La  mia vita romana è tutta nuova: lavoro ( sono tra i protagonisti di Distretti di Polizia 10 ), conoscenze, emozioni, tempo da passare con me e con gli altri. È  nuovo quello che vedo al mattino quando esco di casa, è nuova la mia casetta che ha un terrazzo e le finestre che la illuminano costantemente….pure di notte!

 E sono felice.

 Perché faccio quello che ho sempre voluto fare: recito! Tutti i giorni.

 E mi son ricordata perché, fin da quando avevo 14 anni, ho sempre voluto recitare: perché costruisco qualcosa che muta, cambia, è intrecciato con un’altra realtà, con altre persone.

 È ascolto degli altri e di me…insomma, è Arte. Nel suo piccolo è Arte.

 E voi fate quello che vi piace, che avete sempre voluto fare?