Il ritorno del banchiere assassino

venerdì 3 aprile 2009 - di Antonella Catena


Sarà che in Francia banchieri e manager vengono fatti prigionieri in ufficio e in taxi (perfino Salma Hayek ha dovuto aspettare “a buttare la pasta”, quando il maritino Francois-Henri Pinault è stato bloccato). Sarà che al G20 londinese è successo quel che sappiamo (splendida una vignetta del Guardian: poliziotti extralarge in tenuta da battaglia con t-shirt “bank aid” e “eat the world”). Sarà che con la crisi ormai conviviamo… Comunque per conviverci meglio e, per traslato, “vendicarsi” sappiate che il trend culturale è Il ritorno del banchiere (manager, business man, boss) assassino… Che ne dite? Siete per questi piaceri traslati o per fuggire dalla realtà?
Dal 10 aprile potrete leggere la raccolta WALL STREET NOIR (Alet) che spazia dal presente al passato (nel racconto Una speventosa dimostrazione Jim Fusilli racconta che nel 1923 un anarchico d’origine italiana fece un attentato contro la J. P. Morgan: antesignano…); a teatro, a Londra, prima ha furoreggiato Roaring Trade (bloccata negli States e in UK nel 2008 perché troppo violenta nel suo sadico ritratto di banchieri e affini, è tornata nel 2009 a furor di popolo) e ora si aspettano riprese di Crunch: The Musical (l’avviso, per quelli della Lehmans, è di non presentarsi neppure ai botteghini); per la tv, la BBC ha prodotto una nuova versione di Little Dorrit di Dickens (indebitato scappa di prigione e diventa il Robin Hood degli onesti vittime dell’alta finanza): al cinema, tutti aspettiamo Money Never Sleeps che spinto dalla crisi finalmente dovrebbe far tornare tra noi Gordon Gekko alias Michael Douglas di Wall Street. Se, per la serie, l’assassino – anche banchiere -  torna sempre sulla scena del crimine, dall’altra parte della barriccata facciamo il tifo per il ritorno dell’anarchico metropolitano Travis Bickle alias Bob De Niro di Taxi Driver.




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